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Indice Rassegna Stampa

 

CRONACHE - 02 Dicembre 2002


Bagarre tra gli allevatori
Bufale e polemiche

Con l'aspetto d'ippopotami, dagli occhi selvaggi e iniettati dal sangue", così Goethe li descrive allorquando li vide pascolare liberamente nei templi di Paestum. Allo scrittore tedesco la bufala non fece una buona impressione. Non si sa se mai ne gustò la mozzarella, che tanto piace ai tedeschi di oggi, ed è una delle colonne dell'economia agricola campana. Un voto del Senato, unanime, ha appena decretato che quell'animale è "patrimonio nazionale". Un ulteriore opzione per il rilancio del settore o solo una "furbata" da parte dei potenti allevatori casertani? Nel mondo degli operatori bufalini salernitani non c'è un giudizio unanime sul voto del Senato, che ha anche auspicato "un piano straordinario per aiutare la selezione genetica durante l'azione di piani sanitari straordinari". Tradotto in soldoni, vuol dire chiedere di aumentare gli indennizzi agli allevatori coinvolti negli abbattimenti a causa di malattie come la tubercolosi. "Io plaudo. È la prima indicazione per una strategia nazionale sul comparto bufalino che tanto sta dando all'export agroalimentare", commenta Pino Di Vece, assessore provinciale all'agricoltura di Salerno - Sta ora ai nostri rappresentanti parlamentari farsi, che questo voto non resti lettera morta". Sulla stessa linea Antonino Mellone, presidente regionale e provinciale della Confederazione Italiana dell'Agricoltura: "L'indicazione è anche per la difesa della razza della bufala mediterranea italiana con l'indicazione di un divieto d'immissione di capi dall'estero". Alleanza possibile "A Salerno c'è un patrimonio bufalino più sano di quello casertano", dice Giuseppe Morese, allevatore e trasformatore, a Pontecagnano, con la sua Taverna Penta osannata da Slow Food. Gli allevatori salernitani rivendicano il fatto che quasi tutte le loro bufale sono sotto i controlli genetici e sanitari. A mettere insieme casertani e salernitani ci prova il consorzio Talenti, presieduto da Maurizio Capelli. Con un contratto di programma per ammodernare il settore. Il fiore all'occhiello è ad Altavilla Silentina. "Ci faremo carico del mare di siero che i caseifici non sanno più dove smaltire legalmente - annuncia Enzo Giardullo, vicesindaco con delega alle attività produttive di Altavilla Silentina - con una struttura che lo trasformerà in panna, proteine e materie prime per i cosmetici". L'esplosione produttiva del settore è certificata anche da Internet: la mozzarella di bufala il prodotto alimentare più venduto attraverso la Rete. "Attenzione, non facciamoci irretire da questo successo - raccomanda Michele Cerrato, ricercatore all'Ateneo di Salerno - è assurdo e pericoloso che il destino economico di 35mila capi di bufale salemitane sia legato solo alla mozzarella". Anche il recente ok all'uso della pastorizzazione del latte decretato dal consorzio per la dop attizza le polemiche: "Diventiamo un formaggio qualsiasi. Perdiamo le caratteristiche più peculiari. È una sciagura", prevede Nicola Pietrafesa, titolare dei Latticini Salernitani e presidente dell'associazione culturale Galaxia Via Lattea. "Ci sarà scritto nell'etichetta. La vera mozzarella è a latte crudo.

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