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Indice Rassegna Stampa

 

il Salernitano - 03 Dicembre 2002


Si è svolta a Paestum la tradizionale fiera per la promozione dei prodotti del settore
Le bufale respingono l'assalto del Nord
Allevatori settentrionali hanno cercato di introdurre sul mercato esemplari provenienti dall'Est

Patrizia Malaspina

PAESTUM - Anche quest'anno, Galaxia, l'associazione culturale per la promozione della filiera bufalina, ha organizzato la tradizionale Festa della Bufala, giunta ormai alla XXVIII' edizione: presso l'Hotel Taverna dei Re, si è svolta a Paestum il talk show condotto dal buon Peppe Jannicelli, brillantissimo, ma soprattutto molto convincente nel ruolo di testimonial di un eccellente prodotto, come si è potuto gustare nella cena che è seguita al dibattito.
Un settore economico che ha profonde radici culturali, come l'associazione mette in evidenza attraverso la promozione nelle scuole, con le oltre 10.000 borse di studio degli anni scorsi, offerte quest'anno anche alla facoltà di Lettere dipartimento di Antropologia, per una ricerca sulla ritualità nella trasformazione del latte. Ma un settore economico che muove un fatturato di 500 milioni di euro e che rappresenta la terza componente produttiva della Campania non è solo un movimento culturale. Il presidente dell'associazione Nicola Pietrafesa, ha lamentato l'aumento della produzione 1'eccessivo numero di capi: un fatto non del tutto positivo, al di là delle apparenze, perché comporta il rischio di una diminuzione della qualità, quando la quantità diventa industriale; come a dire che l'eccellenza non può snaturarsi dalla piccola dimensione produttiva.
Inoltre secondo Pietrafesa, l'obiettivo di una valorizzazione del territorio, non passa attraverso l'aumento della produzione, perché questo rischia di creare problemi anche all'ambiente, se i capi dovessero superare i limiti compatibili con la salvaguardia del territorio.
Meglio, quindi, creare ricchezza attraverso la valorizzazione armoniosa di tutte le risorse: per esempio coniugando il turismo archeologico e il turismo enogastronomico, spingendo quindi alla consumazione del prodotto sul posto, non solo attraverso l'esportazione.
Anche, per quello che riguarda questo comparto produttivo, emerge la difficoltà ad attuare una comune difesa della categoria con l'associazionismo, che potrebbe: essere la migliore difesa degli interessi della filiera bufalina: nonostante l'esperienza degli attacchi a questo prodotto tipico, di cui non ci è riuscito di difendere la titolarità del nome mozzarella , a indicare il prodotto nostrano.
Fra i tentativi che il settore sta avviando, la commercializzazione della carne bufalina: una carne priva di colesterolo, ricca di ferro, particolarmente preziosa per chi teme i rischi da Bse.
Sarebbe lasoluzione valida per evitare 1' abbattimento dei bufali maschi, non destinati all'accoppiamento, per eliminare quello che , a chi ha assaggiato questa carne, sembra un inutile spreco, nato da un vero pregiudizio. Mentre è stato sventato il tentativo ad opera di allevatori del Nord, in crisi dopo il fenomeno mucca pazza, di introdurre bufale rumene in concorrenza con le nostre mediterranee, sotto la stessa DOP.
L'assessore Giordano, ha auspicato la possibilità, di una politica comune di difesa della bufala nostrana attraverso un protocollo da realizzare con la provincia di Caserta, e il Lazio: "La nostra qualità ci darà ragione della concorrenza scorretta del Nord" - ha detto.

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