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Indice Rassegna Stampa

 

Cheese Time - 16 Febbraio 2004


È forte l'identità bufalina della Piana del Sele

16 febbraio 2004 - Straordinaria quanto misteriosa è la storia bufalina. Radici che affondano nell' antichità orientale, trovando riscontro sin dai canti con cui Erodoto (IV secolo a.C.) ci racconta del Kumis, bevanda acida in uso presso gli Sciiti (Asia Minore). Ma se da un canto la comparsa di questi animali nella nostra penisola viene da alcuni ricondotta alla fine del VI secolo (bufali provenienti dall'Ungheria e da altrove, con la discesa dei Longobardi di Agilulfo), la certezza di un'attività casearia bufalina arriverà solo nel Medioevo, grazie ai manoscritti di Monsignor Alicandri, storico presso la Chiesa Metropolitana di Capua, che raccontava: "...una mozza o provatura (provola, n.d.r.) con un pezzetto di pane era la prestazione che i monaci del monastero davano in "agnitionem dominii" al Capitolo Metropolitano il quale recavasi processionalmente in quella Chiesa ...". La presenza degli allevamenti bufalini segnò così fortemente la storia e l'economia delle aree paludose, pressoché inutilizzate altrimenti sino al XIX secolo in quanto insalubri per l'uomo e per altri animali domestici (malaria). Tra tutte, il Basso Volturno e la Piana del Sele, con le periodiche esondazioni degli omonimi fiumi, diventarono il naturale terreno d' elezione per questi animali, che si rivelarono forti, resistenti alle malattie, capaci di garantire all'uomo abbondante forza-lavoro a costi estremamente bassi e di assicurare una notevole disponibilità di latte dalle elevate qualità nutritive. Fu così che già da allora s' affermarono prodotti caseari giunti sino a noi con immutata notorietà: il casicaballus (caciocavallo), il butyrus (burro), la recocta (ricotta), e il provaturo (provola).
II XVII secolo ci tramandò poi notizie circa la macellazione (più diffusa in Toscana che in Campania) e la conciatura delle pelli, che avveniva in Costantinopoli e sulle coste nordafricane.
Bisognerà però giungere al secolo scorso per registrare la drastica svolta nelle metodologie d'allevamento, che con la bonifica agraria e la riduzione delle aree paludose segnò una contrazione dei territori interessati a questa attività e una loro più sensibile specializzazione. La razionalizzazione dell'attività operata nel secondo dopoguerra portò poi all' abbandono della transumanza, al passaggio all' allevamento semi-selvatico e all' introduzione delle tettoie quali alternativa ristoratrice alle pozze d' acqua sino ad allora in uso (la scarsità di ghiandole sudoripare porta il bufalo a fuggire dalla calura estiva).
In tutti questi secoli l'attività bufalina si è fortemente radicata nei territori d'elezione (basso Lazio, province di Caserta e Salerno) sino a ricoprire ruolo preponderante nella storia, nell' economia e nella cultura di quelle zone.
E siamo quindi alla storia d' oggi, in cui un ulteriore qualificazione e valorizzazione del prodotti caseari e l' indispensabile evoluzione delle strategie commerciali e di marketing sono accompagnate dall' encomiabile attività dell'associazione Galaxia Via Lattea, di cui è presidente l'imprenditore Nicola Pietrafesa, titolare della Latticini Salernitani di Battipaglia. Tra le attività di Galaxia Via Lattea a sostegno della cultura bufalina vanno ricordati, oltre agli eventi gastronomici, anche l'istituzione di Borse di Studio per i ragazzi delle scuole medie e delle quinte elementari locali, i convegni, le attività editoriali e gli allestimenti teatrali.
La borsa di studio, intitolata "La filiera della bufala nelle terre degli dei" è giunta alla sua quarta edizione e prevede l' assegnazione di nove premi in denaro agli studenti più meritevoli. Questi, dopo aver partecipato alle previste attività didattiche (visite guidate all' allevamento delle bufale e alla produzione casearia e riguardanti anche gli aspetti commerciali, di marketing e di sicurezza sul lavoro), saranno invitati ad elaborare delle opere letterarie (saggi, racconti, poesie), artistiche (disegno, pittura, scultura, collage) e fotografiche inerenti il mondo bufalino.
Le visite alle aziende, in corso da gennaio, verranno interrotte nel mese di aprile per sfociare poi nella premiazione, prevista presso il teatro Garofano di Battipaglia entro il 10 maggio.
La borsa di studio "La filiera della bufala nelle terre degli dei" intende avvicinare un numero sempre maggiore di giovani alla tradizione storica bufalina e, più in generale, del cibo tipico e di qualità. "In questo senso" - affermano i responsabili di Galaxia Via Lattea - "l'esigenza di ripensare la tradizione e di valorizzare la cultura del territorio va letta come vera sfida della modernità, se inserita nel contesto di didattiche innovative".
Tra le altre attività promosse da Galaxia Via Lattea, quella teatrale si concretizza stasera (ore 20:30) nel debutto presso il Teatro Bertoni di Battipaglia di "Disturbi di Memoria", una delle più interessanti opere teatrali di Manlio Santanelli. L'autore napoletano, che sarà presente alla rappresentazione, è uno tra i più importanti nel panorama teatrale italiano dell'ultimo trentennio ed è già largamente affermato nell' ambito internazionale.
L'opera, che verrà messa in scena dalla compagnia "Ombre Luminose", racconta l'incontro tra due compagni di scuola che si rivedono dopo diciannove anni. Nel gioco dei ricordi e degli equivoci i due evidenziano un vissuto difficile e problematico che in un linguaggio molto vivace e articolato e in un dialogo ferratissimo, scivola tra momenti di assoluta comicità, virando nel grottesco di in un finale a sorpresa.
"Disturbi di memoria" sarà diretto da Gennaro Colangelo e interpretato - tra gli altri - da Carlo Puzio e Gennaro Patrone, due fra i migliori attori napoletani della generazione dei trentenni. Le musiche sono curate da Luca Gaeta. Le repliche sono in programma dal 26 febbraio al 7 marzo presso il Teatro Sancarluccio di Napoli da cui poi proseguiranno in tour per l'Italia. Contemporaneamente a questa rappresentazione, il testo debutterà in francese a Parigi interpretato da attori d'oltralpe. Intervistato in merito, il presidente di Galaxia Via Lattea, Nicola Pietrafesa, ha affermato: "II nostro intento è quello di contribuire ad una crescita globale delle componenti sociali, imprenditoriali, istituzionali e culturali del territorio della Piana del Sele, al fine di promuovere uno sviluppo di qualità, ecocompatibile, radicato nella ricchezza storica e culturale della nostra terra".

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